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ll Consiglio Regionale della Lombardia approva una legge elettorale scandalosa

L'ultimo atto dell'Assemblea consiliare regionale più inquisita della storia, ovvero quella del "celeste" Formigoni, rappresenta una pietra miliare di anti democraticità.

Dopo 13 anni di nulla (ovvero dalla Legge Costituzionale del 1999 che conferiva alle Regioni  l'autonomia statutaria di approvare un proprio sistema elettorale ndr) il Consiglio Regionale lombardo, nelle poche ore che precedevano le dimissioni dell’intera maggioranza, ha approvato ciò che in 13 anni di governo Formigoni, neppure si era toccato: una legge elettore per la Lombardia che ha la sola lacuna di non essere stata chiamata “Legge anti MoVimento 5 Stelle".

Ma analizziamo un testo che, in almeno due punti farebbe rivoltare nella tomba i nostri padri costituenti.

Se da una parte condividiamo l’eliminazione del listino bloccato (per intenderci quello che ha paracadutato la Minetti in consiglio ndr), dall’altra notiamo almeno due punti contrari a leggi nazionali ed europee, in particolare al Trattato Osce che prevede il divieto di modificare la legge elettorale vigente nell’anno precedente le elezioni (trattato ratificato anche dall'Italia ndr.).

Il primo, scandaloso, è il punto 16 dell’art.1, dove si stabilisce che le centinaia di firme di presentatori delle future liste, previste dalla legge costituzionale del’99, chi stava già comodamente seduto nel Consiglio, non le deve neppure raccogliere. Hanno votato 75 a favore e solo 1 contrario, una vera e propria alleanza di tutti i partiti di maggioranza e di opposizione per estromettere dall’imminente partita elettorale il Movimento 5 Stelle, calpestando i diritti di tutti gli elettori.

Da parte nostra, nelle riunioni regionali fatte nelle ultime due settimane, si è deciso di aprire un tavolo di lavoro che porti ad un ricorso all’Osce, per l'annullamento di questa legge odiosa. Ma non paghi di tale anti democraticità (il popolo dei “fedeli sempre allo stesso partito”  dovrebbe riflettere ndr), i nostri dimissionari consiglieri, hanno pensato bene di inserire anche l’obbligo di alternanza di genere uomo/donna dei candidati delle liste. Mai norma fu più sessista e retrograda di questa, x’ la storia insegna che la parità tra i sessi non la si impone per legge ma deve essere insita nelle cose, a partire dalle pari opportunità di lavoro (pubbliche e private), dalle pari opportunità di carriera (pubblica e privata), dagli strumenti sociali a favore della famiglia (sgravi ed agevolazioni per le famiglie numerose, più asili e meno cari, sgravi per le aziende che aprono propri asili e materne a proprio interno, più scuole e più moderne, etc…), tutte cose da cui oggi siamo ben lontani.

Il Movimento 5 Stelle Cremasco e quello che tra poco diventerà il Movimento 5 Stelle Provinciale, urla a gran voce a tutti i cittadini Cremonesi e non solo: attenti a chi votate, perché le stesse persone e gli stessi partiti che hanno deliberato questa legge scandalosa, tra pochi giorni si rimetteranno a nuovo, cercando di carpirvi nuovamente un vostro voto.

Noi, comunque, alle prossime elezioni regionali ci saremo, scenderemo nelle piazze e cercheremo in soli due o tre probabili week end di dicembre di raccogliere tutte le firme necessarie per permettere anche a Cremona di avere la propria lista Provinciale del Movimento 5 Stelle.

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