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PONTE DI VIA CADORNA: NESSUN RIMPASTO, L'UNICO A DOVERSENE ANDARE E' FABIO BERGAMASCHI!

Analizzando la vicenda del ponte di via Cadorna, ci verrebbe quasi da esprimere solidarietà al povero Gianluca Giossi, Assessore ai Lavori Pubblici. Parlare di rimpasti o attaccare Giossi non è certo la soluzione all’annoso problema del ponte di via Cadorna. Il problema sta unicamente nella figura del Sindaco Bergamaschi, che ha avuto la competenza (anche) su quel ponte per 10 anni consecutivi, senza che nessuno lo ostacolasse. Ora, da Sindaco, preferisce parlare della casa di Babbo Natale o del Carnevale Cremasco (iniziative rispettabilissime), nelle stesse ore in cui manda al macello davanti alla stampa il suo assessore ad annunciare una bomba ad orologeria in città. Lo fa senza assumersi la responsabilità dei propri fallimenti, salvo poi tentare di spiegare tardivamente, con argomentazioni debolissime, la situazione. Come M5S Cremasco esprimiamo, pertanto, massima solidarietà a Gianluca Giossi, che si è ritrovato un dossier intricato, complicato, ingarbugliato a causa di 10 anni di pessima ed irresponsabile gestione del suo Sindaco. Immaginiamo che Giossi vorrebbe poter dire tutto ciò, ma non è nelle condizioni politiche di ammetterlo.

Durante lo scorso mandato il M5S Cremasco, attraverso il proprio portavoce Manuel Draghetti, si è interessato a più riprese del ponte, con interpellanze puntuali ed accessi agli atti. Serve quindi un po’ di memoria storica sulla vicenda.

Nel corso del 2019 è stata effettuata una diagnosi del ponte da parte della azienda specializzata MTS Engineering, causando la parziale chiusura del ponte per alcuni mesi.

In data 18-04-2020, rispondendo ad un’interpellanza del M5S, l’allora Assessore Bergamaschi dichiarava quanto di seguito:

I cittadini Cremaschi non hanno ad oggi mai avuto un reale pericolo transitando sul ponte di via Cadorna. Ma lo scenario muta, evidentemente, alla luce delle più approfondite verifiche, le quali, svelando l’ammaloramento di elementi strutturali prima fisicamente celati, non possono escludere oltre ogni ragionevole dubbio la sicurezza del manufatto, esponendo quindi ad un rischio di un evento avverso in un futuro indeterminato ed indeterminabile, in assenza di un intervento di consolidamento e, nelle more della realizzazione di tale intervento, delle precise misure prescritte dalla società di ingegneria volte alla limitazione del transito e dei carichi.

Dopo ulteriori sollecitazioni del M5S Cremasco, il 30-11-2020 sempre Bergamaschi affermava in Consiglio Comunale:

L’obiettivo evidentemente è di giungere quanto prima al ripristino del manufatto e quindi, appunto, di ripristino si tratterà, poiché l’Amministrazione ha acquisito, tramite il citato incarico conferito alla MTS Engineering, un progetto esecutivo di manutenzione straordinaria che risulta essere, rispetto all’eventuale alternativa di abbattimento e rifacimento dell’infrastruttura, un progetto più economico, più rapido nell’esecuzione e ovviamente totalmente rispettoso del valore storico del manufatto. Il progetto al momento è all’attenzione della Soprintendenza per le valutazioni preliminari di competenza, appunto per la storicità del manufatto medesimo. Possiamo comunque anticipare dei dati, ovvero che le opere avranno un costo previsto di 871.000 €, che il cantiere durerà all’incirca un anno a decorrere dalla consegna del medesimo e trattandosi di opere, che definirei quasi certosine, di sostituzione degli elementi ammalorati. Ovviamente serviranno quindi i tempi necessari per procedere con, diciamo, interventi molto localizzati, molto puntuali, su tutti quegli elementi dell’impalcato che presentano forti condizioni di ammaloramento. L’intervento, una volta acquisito il nulla osta formale della Sovrintendenza, sicuramente troverà copertura nel bilancio di previsione 2021, essendo considerato dall’Amministrazione come prioritario e indifferibile, nell’ottica a questo punto non tanto della sicurezza, che comunque è garantita dalle attuali disposizioni, ma della piena funzionalità viabilistica.

Era tutto già scritto e voluto. Ora siamo però nel 2024, con le limitazioni di transito sul ponte ancora tali e, nel frattempo, le espressioni "prioritario" e "indifferibile" sono uscite di scena.

Con la realizzazione da parte di MTSE del progetto definitivo di rinforzo del ponte, ottenuto dal M5S il gennaio 2021, il prezzo era già salito a 1.100.000 €. E ora?

Nel frattempo, sono passati anni, molti Cremaschi si sono dimenticati chi è colui che ha avuto la responsabilità decennale di risolvere la suddetta situazione e lo eleggono Sindaco. Ed ecco pronto l’agnello sacrificabile da gettare in pasto alla stampa: Gianluca Giossi. Nessun rimpasto servirebbe: l’unica soluzione a questo problema di Crema, e a tanti altri, risiede nella sola rimozione del Sindaco Fabio Bergamaschi, che sta gettando la città, lentamente, in una melassa impantanata da cui è difficile uscirne.

In goffe e tardive dichiarazioni Bergamaschi cerca poi di spiegare la situazione, con argomentazioni che non stanno in piedi. A partire dalle tempistiche delle varie opere, continuamente rinviate a più riprese e a cui non crede più nessuno. Inoltre, il disagio della chiusura di un’arteria così importante come il ponte di via Cadorna non sarebbe certo risolta con l’apertura (anche questa futuribile, incognita e rimandata da anni) del sottopassaggio del viale di Santa Maria. Quali tempistiche e quali costi ci sarebbero poi se non è nemmeno stato ancora appaltato il lavoro? Quale impresa effettuerebbe i lavori? Magari ancora un’impresa non locale, di chissà quale regione, che a metà lavoro se la dà a gambe levate, prolungando il colpo di grazia alla città? Chi garantirebbe la serietà dell’eventuale nuova impresa che si rendesse disponibile ad effettuare tale intervento? Bergamaschi in persona? Dopo le belle prove dei fuggi fuggi delle imprese dall'ex tribunale, dall’ecomostro di via Indipendenza, dal sottopasso di Santa Maria ecc. quale serietà ha dimostrato il Comune di Crema in termini di controllo del rispetto dei contratti da parte delle imprese? Un altro aspetto citato riguarda la Sovrintendenza, di cui non capiamo le motivazioni per non voler abbattere e rifare il ponte. La Sovrintendenza va convinta, il Sindaco dovrebbe avere il coraggio di chiamare in causa tutti gli enti e, in qualsiasi modo, contrastare questo parere della Sovrintendenza. La chiusura di un anno di quel ponte genererebbe, potenzialmente, anche un disordine pubblico perché i Cremaschi non sopporterebbero, per almeno un anno, una tale situazione. Quindi serve trovare un’alternativa. Quali sono stati in questi anni gli scambi tra il Comune e la Sovrintendenza? Bergamaschi li rendesse pubblici per capire quanto vigore il Comune ha utilizzato nel richiedere un rifacimento complessivo e del ponte. Se la situazione rimanesse comunque invariata, con la necessità di un’operazione conservativa, sarebbe imperativo dover studiare altre strade per scongiurare la chiusura totale del ponte. Ad esempio, lavorando non sul ponte stesso, ma in luogo separato ed apposito, salvo poi chiudere il transito sul ponte per un periodo limitato per l'installazione di quanto prodotto e realizzato in officina. Ci sono possibili soluzioni avanzate da architetti che possono prevedere anche questa forma di intervento. O ancora un ponte provvisorio alternativo perché non potrebbe essere possibile? Quali studi tecnici sono stati fatti? Bergamaschi li renda noti alla cittadinanza.

Infine, quale storia vuol farci credere Bergamaschi dicendo che un ponte nuovo costerebbe il doppio? Dove sono le stime? Di quali ditte? Quali preventivi sono stati acquisiti? Non è neppure precisa la valutazione dell’intervento puntuale e conservativo, ben maggiore rispetto ai prezzi citati molti anni fa.

Non parliamo del problema che avrebbero le ambulanze: Bergamaschi percorre la città negli orari di punta per rendersi conto del problema del traffico veicolare da lui mai risolto in tanti anni di amministrazione?

Il Sindaco renda pubblico ogni dato e atto in suo possesso, se ne ha; ogni carteggio con la Sovrintendenza; ogni preventivo e progetto realmente valutato. Lo faccia non attraverso un post su Facebook, ma con atti e documenti concreti. Si presenti fisicamente davanti alla città con questi documenti, senza mandare Giossi sulla stampa ad annunciare una notizia tanto pericolosa. Chiami i professionisti di Crema, gli architetti, gli ingegneri, per studiare, insieme, ogni possibile soluzione alternativa alla chiusura, insensata, di un anno di un ponte, ormai marcio, ma fondamentale per la viabilità cittadina. Lo faccia, per evitare che la città insorga!

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