A2A/LGH: adesso chi paga? Esposto M5S alla Corte dei Conti: "Promuoviamo una raccolta di adesioni".

Il M5S Cremasco promuoverà una raccolta di adesioni per procedere all’integrazione dell’esposto già presentato dall’ANAC alla Procura della Corte dei Conti del Lazio e della Lombardia, per valutare eventuali danni causati dall’acquisizione da parte di A2A del 51% di LGH senza gara pubblica.

Infatti, la sentenza definitiva della scorsa settimana del Consiglio di Stato su A2A/AEB costituisce un precedente giurisprudenziale pesantissimo, che si somma al macigno della sentenza dell'ANAC su A2A e LGH, che aveva già bocciato in toto le modalità, ribadendo che si tratta di vendita e non di collaborazione/partnership e sentenziando, come è facile intuire, che una gara a livello europeo avrebbe garantito un maggior numero di partecipanti e un prezzo migliore.

Di fatto, o per poca informazione, ignoranza, leggerezza o perché mal informati, chi ha gestito e avvallato senza batter ciglio questa operazione ha consegnato delle società pubbliche, che gestiscono servizi pubblici, a privati quotati in borsa senza nemmeno rispettare le norme di trasparenza e pubblicazione della gara: la gestione dei rifiuti, gli inceneritori, la generazione da fonti rinnovabili (o presunte tali), la distribuzione di gas, del calore e dell'energia elettrica, tutte voci che riguardano la nostra vita quotidiana, i nostri soldi, le nostre bollette e le scelte ambientali e di vivibilità del nostro territorio. Ad esempio, saranno i privati a decidere se costruire nuovi inceneritori o tenere attivi anche quelli vetusti per pareggiare i conti, magari smaltendo i rifiuti e i fanghi di altre Regioni o importando migliaia di tonnellate di rifiuti organici da mettere negli impianti di biogas lombardi. Tutte scelte svincolate dal controllo pubblico, legate al ritorno economico e che potrebbero trasformare la nostra provincia nella discarica d'Italia.

Non è stato valorizzato il patrimonio di servizi di proprietà dei cittadini, ma svenduto con un vero e proprio inganno semantico: la "partnership", come l'hanno chiamata quelli bravi e gli esperti, si tratta in realtà di una privatizzazione a tutti gli effetti e di cessione, per di più senza bando pubblico.

Dato che questa operazione è stata portata avanti con la benedizione di consulenti vari, pagati profumatamente per avallare tale fallimento, i Sindaci hanno ora l’intenzione di rivalersi su di loro? Ricordiamo che a pag. 61 del bilancio 2017 di SCRP era stato stanziato (e lo è ancora) un fondo di accantonamento di € 695.000 per “sanzioni, spese legali, danno erariale".

Tradotto, già si temeva che l'assenza di gara pubblica avrebbe potuto causare un danno alle casse dei Comuni e così sono stati accantonati i soldi di una società pubblica, cioè soldi dei Cremaschi, per eventualmente risarcire il danno, ovviamente dopo aver buttato soldi in consulenze legali e azioni in tribunale.

Un'operazione che ha coinvolto Crema, Cremona, Lodi, Rovato e Pavia e che ha portato intese lesive per la concorrenza a discapito dei portafogli dei cittadini.

Un'operazione nefasta sotto molti punti di vista: di autonomia decisionale del territorio nel pianificare le politiche energetiche, di unità territoriale e della Provincia, tanto è vero che da quel momento il Cremasco continua a perdere i pezzi (tutta la gestione della vicenda da parte dei decisori di SCRP ha portato alcuni sindaci a dimettersi dal coordinamento dell'area omogenea) e a questo punto anche di probabile danno erariale. Pertanto, chi pagherà ora per i disastri combinati? Nuovamente i cittadini?

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