Ambiente, trasparenza e società: 3 ambiti per 7 mozioni.

L’attività di proposta e contenuto del MoVimento 5 Stelle Cremasco continua tra i banchi del Consiglio Comunale di Crema. Abbiamo, infatti, depositato 7 mozioni nell’ultimo mese, che vanno a toccare 3 ambiti.

3 mozioni sul tema ambientale. Prima tra tutti l’adozione della strategia “Rifiuti Zero” di cui il M5S si era già fatto promotore in passato sia a Crema sia nel territorio Cremasco. Già altri comuni del circondario sono passati a questa strategia o hanno intenzione di farlo (inserendolo nelle proprie linee programmatiche), primo tra tutti la vicina Castelleone che ha approvato la medesima delibera: azioni virtuose che migliorano l’ambiente e le casse comunali senza più prendere soldi dalle tasche dei cittadini. Le altre 2 mozioni riguardano “Ecofeste” e “GPP”. Il primo, progetto copiato sempre dal Comune di Castelleone che ha già sperimentato la cosa, si tratta di un riconoscimento dei patrocini a fronte di azioni ecologiche intraprese dagli organizzatori di feste e sagre; con la seconda, per dare il buon esempio anche il Comune dovrà orientarsi verso gli acquisti “verdi”.

2 mozioni sul tema della trasparenza e lotta alla corruzione. Per quanto vi sia già una legge vogliamo che il Comune di Crema si doti di strumenti ancor più efficaci che possano contrastare questa piaga. Per cui chiederemo di adottare la “Carta di Pisa” e che diventi parte integrante dei regolamenti comunali nonché una strategia definita per tutte le nomine effettuate dal Comune, affinché queste avvengano in totale trasparenza e controllabilità da parte dei cittadini.

Infine, 2 mozioni sul tema sociale. La prima sulla “Dote Scuola”, una mozione presentate già in tantissimi altri comuni lombardi affinché anche Crema faccia sentire la sua voce in regione Lombardia per contestare la decisione da parte della Giunta Formigoni di destinare € 30.000.000 di dote scuole agli istituti paritari contro gli € 5.000.000 di quelle pubbliche; la seconda riguarda gli scrutatori durante le tornate elettorali, per i quali si chiederà al Consiglio che vengano sorteggiati tra disoccupati determinati in un apposito albo, esperienza già maturata in alcuni comuni durante la tornata elettorale europea.

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