“Paullese: un sogno d’oro!”... sulla pelle dei contribuenti e dei pendolari.

Apprendiamo dalla stampa che i sindaci dei territori attraversati dalla nuova Paullese si sono riuniti per sottoscrivere una lettera che chieda al Governo lo sblocco di altro denaro pubblico per l’ultimazione dell’opera stessa. Dal titolo lo chiamano “Sogno”, peccato che si siano dimenticati di aggiungere “d’oro”! Per raddoppiare 40 km di strada sono già stati spesi € 250.000.000, ma l'opera non è ancora terminata e i sindaci chiedono altri soldi.

Che cosa è stato fatto fino ad oggi con il denaro pubblico?

Perché sono state realizzate strade di arrocco così grandi che affiancano la nuova infrastruttura viabilistica e che non giustificano l’uso per il quale nascono (accesso dei mezzi agricoli)?

Perché sono stati realizzati cavalcavia faraonici?

Perché è stata rialzata la sede stradale?

Ci chiediamo, in sostanza, perché non sono stati spesi diversamente i soldi pubblici (provenienti da fondi regionali) per ottimizzare il progetto sia da un punto di vista economico sia per un consumo di suolo ridotto.

Infine, non trascuriamo il danneggiamento delle attività commerciali (in un periodo non certo florido) e l'isolamento di alcune zone residenziali. L'esempio di Spino d'Adda è eclatante: tutto il "Villaggio Adda" è in sostanza isolato e le attività commerciali (che vivevano del passaggio automobilistico e non solo) sono completamente tagliate fuori dal piano di viabilità. Pompe di benzina, autobar e altre attività che chiuderanno, ma in compenso su un terreno di proprietà della Provincia nel comune di Spino sarà ricavata una nuova area servizio/ristorazione: siamo proprio curiosi di sapere a chi “meritatamente” andrà l’appalto.

In sostanza, si chiudono attività storiche, si danneggiano i cittadini, il tutto per aver una strada faraonica che nel tratto Spino-Crema è decisamente sovrastimata e devastante dal punto di vista paesaggistico ed economico. Se i sindaci avessero speso con oculatezza e rispetto per i cittadini, che pagano i conti dir lor signori,la Paullese sarebbe finita da un pezzo, si sarebbe evitato il consumo di migliaia di metri quadri di terreno agricolo e i pendolari avrebbero finito di soffrire. Se tutto ciò fosse avvenuto, a Renzi chiederemmo eventualmente altri soldi (che arriveranno dalle nostre tasche tramite nuove tasse), ma per fare altro.

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