Ritardo di decenni nella manutenzione del Ponte di via Cadorna

Finalmente siamo riusciti ad ottenere una risposta scritta e formale, con tanto di relazione tecnica allegata, da parte dell’Assessore Bergamaschi all’interrogazione del M5S Cremasco del 9 febbraio sul Ponte di via Cadorna. La relazione tecnica, molto ben fatta, della MTS Engineering S.r.l. mette in luce una serie di criticità dovute a ciò che si è fatto (e soprattutto non fatto) negli ultimi anni e che, senza nessuna chiaroveggenza, il M5S Cremasco aveva già sollevato con l’interrogazione del febbraio scorso. A pag. 22 della suddetta relazione, nella parte riguardante il rilievo del degrado, si riporta una frase che dimostra ancora una volta l'assenza di una reale manutenzione e controllo negli anni, da parte della struttura comunale, di questa infrastruttura. Si riporta, testualmente: "Sono, inoltre, state riscontrate mancanze di elementi di collegamento (chiodi), deformazioni anomale di aste metalliche e lamiere, assenza di profili metallici, che sono caduti nel fiume per via della corrosione delle saldature di attacco (puntoni inferiori)." La situazione del disagio attuale da dove deriva? Perché siamo arrivati a questo? E soprattutto, quante altre strutture sono in queste condizioni? Dai documenti, si evince chiaramente che non si ha la documentazione ordinaria e viene fatto trapelare che i responsabili non hanno mai avuto curata di averla negli anni. Viene riportato a pag. 12: “La prima fase di ricerca e studio della documentazione d’archivio, supportata dall’U.T. del Comune di Crema non ha dato risultati riguardo la costruzione originale del ponte.” Tradotto, il Comune ha aiutato la ditta a trovare i documenti originali, ma non li ha trovati: il Comune era la prima volta che li cercava! Ancor più grottesco è il fatto, scritto nero su bianco, che il monitoraggio periodico da parte dell’ufficio tecnico non abbia mai dato risultanze di degrado. Un controllo effettuato in maniera superficiale, visto che l’Assessore Bergamaschi scrive che si è sempre trattato di indagini periodiche visive (cioè assolutamente non oggettive e fatte senza rimuovere protezioni e coperture). Dall’86 ad oggi il degrado è quello che oggi conosciamo, ma il ponte potrebbe avere un’accelerata del degrado da un momento all’altro. La riduzione di carico, infatti, rallenta il rischio di incidenti, ma non il degrado. In buona sostanza, i professionisti incaricati hanno dimostrato che l’Amministrazione comunale non ha mai fatto nessun reale controllo, affidandosi sempre a specifiche occasioni (ultimo intervento del 1986), senza mai con una reale pianificazione del patrimonio pubblico. Responsabili di tutto ciò sono le Amministrazioni Ceravolo, Bruttomesso, Bonaldi - quest’ultima che amministra la città da quasi otto anni consecutivi, proprio con l’Assessore Bergamaschi - e ancor prima. I rischi derivanti da un’infrastruttura degradata ci sono e a Crema non esiste solo il ponte di Via Cadorna, ma anche cavalcavia, scuole, edifici pubblici: l’assenza di pianificazione e manutenzione costante, tipica anche di questa Amministrazione, è il primo danno per il futuro di ogni Cremasco. Ci voleva una tragedia enorme come il crollo del Ponte Morandi a Genova per smuovere le acque e verificare lo stato di salute del Ponte cittadino. Un ritardo enorme degli amministratori di Crema, che ci ha portati ad una situazione di enorme disagio, come quella che stiamo vivendo attualmente. Un disagio gestito in maniera poco intelligente da questa stessa Amministrazione, senza minimamente accogliere una, che sia una, delle proposte del M5S Cremasco, fatte per, quantomeno, alleviare leggermente il disagio. Tra l'altro è notizia di questi giorni l'approvazione delle Linee Guida per la Classificazione e Gestione del Rischio, la Valutazione della Sicurezza ed il Monitoraggio dei Ponti Esistenti da parte del Consigli Superiore dei Lavori Pubblici e per le quali Crema potrebbe farsi pioniera. Ora l’Amministrazione acceleri il più possibile la riapertura a doppio senso per i veicoli meno pesanti. Contestualmente non bisogna perdere ulteriore tempo perché l’alleggerimento del carico è, e dovrà essere, solo una misura temporanea: è assolutamente necessaria una seconda fase, da far partire al più presto, per una programmazione di un intervento strutturato e strutturale, il più veloce possibile, per rendere questa nostra infrastruttura completamente sicura e attraversabile da ogni mezzo. In caso contrario, c’è il rischio che il ponte non venga limitato al traffico, ma chiuso del tutto. L’amministrazione Bonaldi ha già fatto troppi danni e la mancanza di attenzione e manutenzione in 8 anni ora sta mostrando a tutti noi quali effetti ne derivano.


Foto de "Il Nuovo Torrazzo" (https://ilnuovotorrazzo.it)

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