EDUCATORI PROFESSIONALI, NEL CREMASCO LOTTANO PER I LORO DIRITTI

Educatori professionali, nel Cremasco lottano per i loro diritti. Degli Angeli e Draghetti (M5s): “Abbiamo portato il caso in Regione e alle sigle sindacali. Priorità tutelare i lavoratori e le famiglie che essi assistono” Dal Cremasco a Regione Lombardia: i 274 Educatori professionali (SAAP e ADM) assunti dalle cooperative accreditate e facenti riferimento al consorzio Comunità Sociale Cremasca, chiedono maggior dignità, ossia un adeguamento salariale e contrattuale rispetto alle effettive mansioni svolte. “Da quanto emerso gran parte di questi educatori professionali sembrerebbero essere stati inquadrati con un livello inferiore, D1 anziché D2, rispetto ai compiti che sono effettivamente chiamati a svolgere. Inoltre, sembrerebbe che alcuni di essi siano stati inquadrati come assistenti all’infanzia, quando invece sono veri e proprio Educatori professionali”. A segnalare il fatto a Regione Lombardia è stato Marco Degli Angeli, Consigliere regionale del M5S Lombardia, che a tal proposito ha depositato un’interrogazione rivolta alla Giunta. L’assist ed i documenti sono arrivati da Manuel Draghetti, Portavoce pentastellato del Comune di Crema che spiega: “Ho raccolto le testimonianze dei lavoratori e grazie alla collaborazione di Comunità Sociale Cremasca, tutti i documenti comprovanti il fatto. Anche l'Assessore Michele Gennuso, presente ad una recente Commissione consiliare, è informato delle problematiche, ma da parte del Comune fino ad oggi c'è stata molta inerzia. Ora è mia intenzione indirizzare una segnalazione anche alle sigle sindacali, prima di procedere con un eventuale interpello all’Ispettorato del Lavoro”. L’obiettivo dei Consiglieri pentastellati è quello di comprendere se Regione Lombardia, che eroga fondi pubblici dedicati all'assistenza, sia a conoscenza dei fatti, ovvero che molti educatori sembrerebbero essere stati assunti con livello contrattuale non adeguato alle loro vere mansioni. “Ma soprattutto - commentano Degli Angeli e Draghetti - è nostra premura comprendere se per Regione Lombardia la ratio adottata dalle diverse cooperative accreditate sia o meno corretta, considerando anche il fatto che l'esborso pubblico è correlato al livello richiesto dalla legge mentre la retribuzione del personale è definita dal livello effettivamente riconosciuto in busta paga. Ci siamo messi a disposizione per tutelare l'interesse pubblico, i lavoratori e quindi le famiglie che essi assistono. Questa è la nostra priorità”, precisa Draghetti. “Mi auguro che Regione Lombardia possa rispondere in modo celere, definendo le linee guida e il giusto inquadramento. A questo punto - conclude Degli Angeli - avremo più forza nell'affiancare Comunità Sociale Cremasca nella dovuta attività di controllo nei confronti degli erogatori dei servizi"


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