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REFERENDUM CONTRO LA CASTA (ABROGAZIONE PARZIALE DELLA LEGGE PER LE INDENNITA' PARLAMENTARI)

"Per i cittadini l'abitudine al voto è sempre un'ottima abitudine, soprattutto quando si parla di referendum e anche quando,come in questo caso, si parla di un Referendum abrogativo che quasi certamente verrà invalidato", dichiara Paride Crotti, membro del M5S Cremasco. "Ebbene sì, la legge n. 352 del 25 maggio 1970, che regola la materia sui referendum abrogativi, recita testuale all'articolo 31 “ Non può essere depositata richiesta di referendum nell'anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione di una delle Camere medesime". Ciò porta quindi all'ovvia conseguenza che una volta depositate le firme, il referendum verrà invalidato inquanto fatto appunto nell'anno precedente le elezioni politiche della primavera 2013". Continua il Crotti: "Ma essendo la materia oggetto del quesito referendario più che mai attuale, ovvero la cancellazione delle indennità forfetarie corrisposte ai parlamentari per il soggiorno a Roma (che ammonta ad € 3.500,00 mensili a testa, compresi i parlamentari residenti nella capitale, per un totale di ben 50 milioni di euro l'anno) nonostante il valore quasi certamente solo simbolico dell'iniziativa, non si potrà comunque non considerare l'eco che produrrà la firma di centinaia di migliaia di italiani stanchi ed esasperati per le difficoltà quotidiane e anche per questa spendig review che non tocca gli stipendi della classe poltica". "E' proprio per questo riflesso che il Movimento 5 Stelle Cremasco, nonostante, ripetiamo, la quasi certa invalidazione del referendum indetto da Unione Popolare, invita tutti i cittadini a recarsi presso gli uffici comunali a firmare, come dice anche il consigliere Christian di Feo nel video comunicato postato sul nostro sito, cremasco5stelle.it. Stavolta andrà così, cioè con un nulla di fatto, ma che ciò serva a far capire ai nostri politici nazionali che il vento è cambiato e che i cittadini sono più che mai pronti a partecipare attivamente al cambiamento delle cose che non vanno, prima fra queste i privilegi dei politici stessi".

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