Scandalo CRE: anche i fanghi di Crema sversati illegalmente?

6 arresti, € 4.500.000 di profitti illeciti e 110.000 tonnellate di fanghi tossici sversati in terreni agricoli nelle province di Lodi, Cremona e Pavia tra il 2012 e il 2015: questi i numeri emersi dalle indagini sullo scandalo dello sversamento di fanghi tossici in Lombardia.

A pochi giorni dalla chiusura delle indagini della Procura di Milano, c’è il dubbio che una parte di quei fanghi non trattati possa arrivare anche dal depuratore “Serio 1” di Crema: questo è l’ammissione dell'assessore Matteo Piloni di fronte alla nostra interpellanza, in cui chiedevamo, tra l’altro, se ci fossero legami tra Padania Acque, gestore del nostro depuratore, e la CRE, la società lodigiana indagata per aver inquinato i nostri territori per anni, il cui amministratore si è dimesso dopo essere stato arrestato insieme a molti dipendenti a seguito di questa vicenda.

7.000 all'anno sono le tonnellate di fanghi prodotti da “Serio 1” e condotti al trattamento e allo sversamento in agricoltura, fanghi che potrebbero essere stati sparsi ovunque, anche sul territorio cremasco.

Tra i fornitori di questo servizio c'è anche l’indagata CRE, ma, nonostante ciò, la società CRE risulta ancora tra i partecipanti al bando di gara indetto nel 2015 da Padania Acque per il nuovo affidamento del servizio, in attesa di un parere da parte del Consiglio di Stato. Il M5S pretende che la CRE venga immediatamente esclusa da tale bando e che i comuni del Cremasco, con Crema capofila, mettano al centro dell’agenda politica la questione dello smaltimento dei fanghi: la salute del territorio e dei Cittadini non è più prorogabile!


Ufficio Stampa MoVimento 5 Stelle Cremasco

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